Immersioni

Mermaid

Fare l’amore al gelo a gennaio, tu in maglietta con la sciarpa, io senza togliere nemmeno la giacca, per terra, un materasso, una stufetta e noi. Tu che ridi, io che ti sento dentro più delle altre volte, vestiti, ma senza barriere, tu libero di essere euforico, io libera di lasciare fluire gli orgasmi che mi provochi come non era mai successo. Tu ilare, distratto, io concentrata su te che ti muovi dentro me. La follia a modo nostro. Il calore in una casa senza riscaldamento. Posso non sentire freddo in una stanza gelida quando ti ho addosso, o sentirmi gelare anche al caldo quando ti allontani, “chiuso”, “distante dal tuo mondo”. Accenni a pensieri che non puoi svelarmi. Ti chiedo io che cosa sono. Mi spieghi cosa non sono. Faccio un passo indietro. Aspetto. Che torni. Che ti immergi, da solo, nelle tue acque profonde, segrete. Ogni volta sprofondo un po’ anche io. Imparo a stare in apnea con te. Un viaggio attraverso un buio che scopro di non conoscere ancora abbastanza. Poi riemergi, rigenerato, sorridente, come ti ho visto dalla prima volta. “Chiama”. Ridiamo, fantastichiamo su strani esperimenti, su tue punizioni che a me sembrano premi, parliamo di come stai, di come sto, possiamo passare da discorsi surreali ad argomenti serissimi. “Avevo bisogno e voglia di sentirti“, “ma dove ti ho trovato?”, “certi incontri arrivano in momenti non causali“. Io che mi ero prefissata di odiarti.
Ci siamo trovati. Mille mille mille baci…

Alla fine le anime gemelle si incontrano poiché hanno lo stesso nascondiglio.
(Robert Brault)

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